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7 COSE DA FARE E VEDERE A LECCE.

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by Hertz - 02 agosto 2019

Circondata dal Barocco, nel cuore del Salento, a soli 10 km dal mare: è Lecce, la Firenze del Sud. Il suo patrimonio artistico-culturale non ha eguali nel panorama italiano ed è per questo che, negli ultimi anni, ha attirato un numero sempre maggiore di turisti, soprattutto giovani.

Se vuoi essere uno di loro, noleggia un’auto Hertz e parti alla scoperta di questa perla salentina. Qui ti sveliamo 7 cose che non puoi assolutamente perdere della città:

1) BASILICA DI SANTA CROCE

È l’emblema del barocco leccese e  non c’è metro quadro di quest’edificio che non colpisca per la sua magnificenza. Tutto parla di meraviglia in questa basilica minore costruita tra XVI e XVII secolo. Determinante il contributo di quattro grandi architetti: Gabriele Riccardial,  Francesco Antonio Zimbalo, suo nipote Giuseppe e Cesare Penna. Insieme ai  migliori scultori e maestri scalpellini della città.

2) ANFITEATRO E TEATRO ROMANO

Oltre ad “arte” una parola che fa venire in mente Lecce è “storia”. Lecce divenne “municipium romano” al termine della “Guerra sociale” dell’89 a. C.: l’estensione dei diritti di cittadinanza alle popolazioni dell’Italia peninsulare permise all’élite messapica che comandava in città, di trasferire il suo potere sotto le insegne dell’Impero romano. Da qui la costruzione dell’Anfiteatro e del Teatro, ubicati rispettivamente in Piazza Sant’Oronzo (patrono della città) e in Via Arte della Cartapesta. Il primo venne alla luce agli inizi del ‘900 durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia. Il secondo, invece, nel 1929. Entrambi meritano una visita!

3) CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA 

Non si puà andare a Lecce e non visitare il Duomo. Quello che vediamo è stato costruito a partire dal 1659 dall’architetto Giuseppe Zimbalo, detto “lo Zingarello“ e nipote di Francesco Antonio. Molto particolari i due prospetti: il principale è quello a sinistra dell’Episcopio, quello secondario guarda il centro della piazza. Quest’ultimo è quello maggiormente decorato e che per tale ragione trae quasi sempre in inganno il visitatore, persuaso di trovarsi al cospetto del portale principale d’ingresso. Dal campanile di 70 metri, nelle giornate terse, si vede la costa dell’Albania.

4) MUSEO FAGGIANO 

Il Museo Faggiano, fino al 2000, era solo un edificio privato del centro storico cittadino. Nel 2001, a causa di lavori di manutenzione straordinaria, si ruppe il pavimento e dal sottosuolo affiorarono un pavimento di epoca messapica; cisterne per la raccolta dell'acqua piovana e la conservazione del grano; una piccola tomba di bambino euna più grande tomba comune, ina aggiunta ad altri reperti ceramici e murari. Tutte testimonianze emerse grazie a un paziente lavoro di restauro, conclusosi nel 2007, portato avanti dalla famiglia Faggiano, proprietaria dell'immobile.

5) ABBAZIA DI SANTA MARIA DI CERRATE

Sulla strada provinciale che unisce Lecce, Brindisi e Otranto si trova l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, le cui origini si pensa risalgano ad un cenobio di monaci greci, seguaci della regola di San Basilio. L’insediamento, del 1200, fu voluto secondo alcuni da Boemondo d’Altavilla e secondo altri da Tancredi d’Altavilla dopo l’apparizione della Madonna durante una battuta di caccia. Nel 1531, l’abbazia entrò nella disponibilità patrimoniale dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli salvo, però, nel 1711, esser saccheggiato e distrutto dalla temibile pirateria turca. Ne sono seguiti purtroppo secoli di incuria, fino all’affidamento al FAI che ne ha saputo sapientemente valorizzare il complesso monumentale.

6) GRECIA SALENTINA 

Non solo Lecce città.

Nei suoi dintorni ci sono undici paesi della cosiddetta Grecia salentina, un’unione di comuni nata innanzitutto per tutelare e valorizzare il dialetto “griko” parlato dalla popolazione locale. Un idioma antichissimo, risalente alla Magna Grecia e alla successiva dominazione bizantina, che mischia vocaboli greci ad altri neolatini e tipicamente dialettali. È in questo contesto che nasce la “Notte della Taranta”, festival itinerante che ogni anno, nel mese di agosto, porta in queste terre centinaia di migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. 

7) LA BUONA CUCINA

Non si può pensare a Lecce senza considerare i piatti della sua tradizione.

Dal rustico leccese alla puccia fino alle municeddhe, (lumachine che si raccolgono quando hanno formato intorno all’apertura una membrana bianca che ricorda il colore del vestito monacale, mudiceddhe significa appunto monache). Per i dolci non c’è che l’imbarazzo della scelta: oltre al famosissimo pasticciotto leccese, anche un’infinità di delizie preparate con la pasta di mandorla. E i vini? Beh, vi diciamo soltanto Negramaro, il Salice Salentino e il Primitivo di Manduria.

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