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Anonima lombarda fabbrica automobili

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by Hertz - 08 giugno 2018

Ci sono storie che meritano di essere raccontate, perché sono imprevedibili e piene di passione, fatte di gioie e dolori, vittorie e sconfitte.

Grazie a Hertz, quella dell'Alfa Romeo è una storia che puoi stringere tra le mani, al volante delle Alfa firmate Selezione Italia By Fun Collection.

Il 10 giugno 1908 un gruppo di imprenditori lombardi rileva la Società Italiana Automobili Darracq e decide di cambiare il nome all'attività, trasformandolo in A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili). 

L'intramontabile logo, rimasto invariato fino ad oggi, nasce dalle mani di Merosi, primo direttore tecnico, che rende omaggio al territorio milanese inserendo nel marchio il biscione dei Visconti e la croce lombarda. 

Nel primo decennio, dall'uscita del modello iniziale 24 HP alla Grande Guerra, l'azienda si forma e inizia a crescere. Lo scoppio del conflitto, però, costringe i capi a cedere l'attività a Nicola Romeo, imprenditore e ingegnere napoletano, che tiene in vita l'azienda producendo materiale bellico fino al 1918. In quell'anno la società riprende la produzione di auto e cambia nome diventando Alfa Romeo.

Per le vendite è un periodo difficile e controverso. Le immatricolazioni sono poche, ma grazie alle vittorie in pista l'azienda riesce comunque a sopravvivere.

L'Alfa Romeo, infatti, con i suoi successi sportivi, è considerata un orgoglio nazionale da Mussolini, motivo che lo spinge a salvarla dal fallimento, per ben due volte.

Paradossalmente, la mossa giusta per migliorare la situazione, negli anni 30, è proprio il ritiro delle Alfa delle competizioni. Ugo Gobbato, infatti, riesce a risollevare il brand lasciando il reparto corse alla Ferrari e concentrandosi sul lancio di nuovi modelli stradali, molto apprezzati dal pubblico.

Dopo il caos della Seconda Guerra Mondiale l'azienda viene rinnovata dal torinese Orazio Satta Puglia che rilancia in pista le Alfa e abbatte i costi di gestione degli stabilimenti. Iniziano così gli anni d'oro: il nuovo modello 1900 conquista gli italiani grazie al buon rapporto prestazione-prezzo e l'Alfa vince i primi due mondiali di F1 della storia.

Riscuotono successo anche la Giulietta, la Giulia e la Spider, mentre nel '63 apre il nuovo stabilimento di Arese.

Intanto le auto lombarde continuano a vincere nei circuiti di tutta Europa.

Dopo i lanci dell'Alfasud e dell'Alfetta negli anni '70, il Biscione, però, inizia a sentire aria di crisi. 

L'azienda riesce a galleggiare con la 33 e la berlina 75, e nell '86 viene ceduta alla Fiat.

I primi rilanci non funzionano, e per gioire bisogna aspettare fino al 1998 quando la nuova 156, finalmente, diventa auto dell'anno

Il nuovo millennio porta alla 147 lo stesso premio, grazie alle somiglianze con la 156 e alla qualità degli interni.

Nel 2007 la supercar 8C Competizione vede il ritorno della trazione posteriore. Per il centenario nasce la Mito, che si propone come modello di qualità accessibile a tutti, e ritorna la Giulietta, mentre è del 2013 un'altra supercar: la bellissima 4C.

Le ultime perle dell'azienda, che fanno parte della flotta Hertz, sono la Giulia e lo Stelvio, il primo SUV del Biscione.

È passato più di un secolo da quel giugno del 1908. Per l'Alfa sono stati 110 anni epici, che hanno cambiato la vita di milioni di lavoratori e di acquirenti. Mettiti al volante di una delle nostre Alfa e prova cosa vuol dire avere la storia tra le mani.

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