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La melanzana rossa di Lucania

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by Elisa Maria Giannetto - 06 giugno 2017

“Mi piacerebbe aiutare questa regione che preferisco chiamare Lucania e non Basilicata. Vorrei avviare un nuovo tipo di turismo, che unisca le bellezze dei luoghi alla loro storia, alla cultura e alla prelibatezze alimentari.” Così si è espresso il celebre regista Francis Ford Coppola sulla Basilicata, terra ricca e aspra allo stesso tempo che, molto prima dell’autore de “Il Padrino”, stregò altri artisti del calibro di Francesco Rosi, Carlo Levi, Gabriele Salvatores e Henri Cartier-Bresson. Spesso e volentieri snobbata dagli stessi italiani che ne ignorano bellezze e delizie, vogliamo ispirarci alle parole del maestro Coppola per gettare uno sguardo su ciò che di buono questa regione ha da offrire.

La biodiversità è un argomento, per dirla con la terminologia più attuale, trending e la Basilicata da questo punto di vista non ha nulla da invidiare alle altre regioni italiane. Nelle tavole lucane si posso gustare ingredienti introvabili altrove, come la Melanzana rossa di Rotonda. Il piccolo borgo incastonato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino è il luogo d’elezione di una melanzana che nulla ha in comune con la sua più nota sorella violacea. Grande e rossa quanto un pomodoro, leggenda vuole che sia stata introdotta alla fine dell’Ottocento da soldati locali di ritorno dalle guerre in Etiopia. Il suo sapore lievemente piccante e retrogusto amarognolo la rendono ideale per accompagnare un piatto di pasta insieme ad abbondanti scaglie di Caciocavallo Podolico.

Il Caciocavallo è proprio il simbolo della ricca produzione casearia locale e il suo nome deriva dalla razza bovina Podolica, originaria dalle steppe dell’Ucraina e introdotta dagli Unni nel IV secolo dopo Cristo, che nei brulli pascoli dell’Appennino Lucano ha trovato il suo habitat naturale. Ridotti a soli 25.000 esemplari sparsi fra 4 regioni del Sud Italia, questi straordinari animali vivono allo stato semibrado e producono poco latte, ma di straordinaria qualità. Da un grande latte a un grande formaggio a pasta filata, prodotto in pezzature medio-grandi, dai 4 agli 8 chili, e particolarmente adatto a lunghe stagionature che possono arrivare fino ai sei anni. Il risultato è un prodotto di assoluta eccellenza, che all’assaggio regala al palato complessi sentori di pascolo e di macchia mediterranea.

Insomma la Basilicata offre prodotti agroalimentari e panorami unici al mondo. E per girarla coast to coast, ci vuole proprio un’auto da sogno con i capelli al vento. Come in un perfetto set cinematografico.

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Articolo di Elisa Maria Giannetto

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