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La velocità che fa bene

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by Elisa Maria Giannetto - 25 maggio 2017

Basta uno sguardo fugace per cogliere un mondo che si muove con la quinta sempre ingranata, il passo rapido, l’andatura scattante. Viviamo in un contesto che potremmo definire un I-scenario, dove la “I” rimanda ai nomi delle creature di Steve Jobs, che offrono la possibilità di fare un numero maggiore di cose in un numero inferiore di minuti. Ma quella “I” sta anche per Italia. Perché, in effetti, il concetto di velocità è stato riscoperto proprio nel nostro Paese quando, all’inizio del XX secolo, Filippo Tommaso Marinetti, all’interno del “Manifesto del Futurismo”, propose il rifiuto della lentezza classica in favore di un forte dinamismo.

Da allora il concetto di velocità è stato incoronato a perno del flusso vitale di ogni innovazione che ha caratterizzato il XX secolo. Lo troviamo nella meccanica del motore, nella sua ossatura e nella fluidità del suo carburante. Lo troviamo sui circuiti automobilistici dove i fratelli Wright e di Blériot sfrecciarono perforando gli spazi di attraversamento. Lo ritroviamo impersonificato nel wattman, l’uomo della velocità o l’uomo-macchina, simbolo dei tempi moderni. Il nuovo secolo è iniziato così: con l’elogio alla velocità, che ha rivoluzionato la concezione dello spazio e del tempo, cercando negli anni scorciatoie sempre più ristrette.

In questo contesto, il tempo è scandito dal ritmo dei click sul mouse che, a diverso grado, rappresentano la misura del nostro incidere sulla realtà. Ma c’è in questo turbinio adrenalinico un rovescio della medaglia che forse appare inaspettato. Perché corriamo? Una domanda che potrebbe produrre imbarazzo e risposte no sense.  Ne è nato allora il concetto di “velocità moderata”, quella funzionale ad incrementare la quota di tempo libero a disposizione per offrirsi esperienze di vita di puro relax.  Per fare un esempio: perché trascorrere molti minuti a compilare pile di moduli cartacei quando si può ottenere lo stesso risultato nel tempo di tre click? Il check-in online di Hertz consente di fare proprio questo: risparmiare il tuo tempo per farti vivere una vacanza più lunga.

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Articolo di Elisa Maria Giannetto

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