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Le migliori cose da fare e vedere a Potenza

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by Roberto - 28 giugno 2019

Quando si pensa alla Basilicata tornano alla mente le immagini dei Sassi di Matera, che quest’anno è Capitale della Cultura Europea e ha incantato registi con Mel Gibson e scrittori come Pier Paolo Pasolini, oltre a tantissimi turisti.

Di primo acchito quasi nessuno ricorda Potenza, nonostante sia il capoluogo della regione. Un ruolo di primo piano che le deriva da ragioni storiche ma anche perché si tratta di una destinazione ricca di sorprese. Soprattutto per coloro che amano la calma e la tranquillità e vogliono godere della loro vacanza assaporando luoghi, tradizioni e culture.

A donare il suo fascino alla Basilicata, probabilmente è anche il fatto che Greci, Bizantini, Longobardi, Normanni, Saraceni e Aragonesi siano passati di qui, assumendo il potere nel corso dei secoli e creando un crocevia di culture e di caratteristiche somatiche. Quanto a Potenza, si può definirla come una roccaforte, sospesa tra montagna e mare, collocata a nord delle Dolomiti Lucane. Un luogo che accontenta spirito e corpo.

Potenza

Liberi di scoprire, senza orari e vincoli

Per scoprire in ogni dettaglio questa città dal fascino discreto e non esibito vi conviene affittare un’automobile in modo da esaminare ogni angolo della città ma anche i suoi dintorni. Perché ci sono almeno dieci cose da fare e scoprire a Potenza.

Il viaggio dentro Potenza comincia da via Pretoria, che però è pedonale. Conviene lasciare l’auto in una delle aree di sosta più decentrate e poi godersi la passeggiata fino al centro. Che è di per sé un divertimento, visto che la città si sviluppa del tutto in verticale. Situata a 820 metri sul livello del mare, è percorsa da salite, scalinate, scale mobili. I potentini sostengono che le scale mobili che aiutano ad arrampicarsi fino alla sommità del centro storico siano il sistema di trasporto meccanizzato più lungo d’Europa. A loro dire nel mondo solo a Tokio esisterebbe qualcosa di più imponente senza sbuffare o andare in affanno. Una volta scoperta questa dimensione di spostamento lungo la città, che può anche rappresentare un’occasione di allenamento e benessere, raggiungete via Pretoria, che era già un crocevia fondamentale in epoca romana. Adesso in questa strada chiusa al traffico, lunga circa un chilometro, la gente di Potenza va a fare shopping, si incontra, si ferma per un caffè o un dolcetto. Di sera è la strada della passeggiata, di giorno la destinazione per chi cerca idee regalo ed è stanco dei soliti negozi di marchi internazionali, che sono uguali ovunque. In questa parte della città prevalgono i negozi indipendenti, che conquistano per originalità e qualità.

Dopo lo shopping e il passeggio in via Pretoria, sulla quale si affacciano tanti vicoli colorati che caratterizzano il tessuto cittadino e si possono scoprire, la seconda cosa da fare per i turisti è spostarsi verso Torre Guevara. Vi consigliamo una sosta davanti a questo manufatto antico, che faceva parte del castello cittadino e adesso ne è l’unica testimonianza. Di origine longobarda, questo maniero serviva da alloggio ma anche come posto di controllo e durante il Medioevo divenne il baluardo contro l’assalto dei barbari. Intorno alla torre, poi, si apre un parco dove potete fermarvi per una pausa rilassante, magari gustando al fresco un dolcetto tipico acquistato in uno dei caffè di via Pretoria.

Edifici sacri pieni di sorprese

Quando vi sarete ripresi, vi consigliamo di imboccare via Bonaventura e raggiungere il Duomo, terzo tesoro da scoprire. Dedicata a San Gerardo, patrono di Potenza, questa cattedrale ha una struttura semplice. Da osservare sono il portone d’ingresso in bronzo, con simboli dedicati agli evangelisti e quello secondario, pure istoriato. Un luogo di riflessione e contemplazione suggestivo e solo la prima delle chiese disseminate per la città che meritano un momento di sosta.

In Italia non ci sono centri abitati che non siano pronti a stupirvi con questi edifici sacri, che all’esterno appaiono magari poco significativi, ma internamente sono ricchi di decori, dipinti, affreschi. Come la chiesa di San Michele, che risale al dodicesimo secolo ed è stata realizzata in pietra. Si tratta di uno degli edifici storici che sono riusciti a sopravvivere, nonostante le battaglie e soprattutto i terremoti che nel’Ottocento e poi nel 1980 hanno ferito in modo pesante Potenza. La chiesa è abbellita da un mosaico, ritrovato sotto il pavimento dell'edificio, che spinge a supporre che la chiesa, completata prima del 1178, sorga su un edificio religioso ancora precedente, che potrebbe essere del 492 dopo Cristo. Un portale in pietra e dei bassorilievi rendono il luogo sacro degno di una visita attenta. Poco lontano dalla cattedrale poi, potrete scorgere i resti di una delle porte che proteggevano la città dai nemici e di sui sono rimaste tracce.

Potenza

Si fa presto a dire piazza

Per chi arriva da Paesi lontani e culture diverse, comunque, Potenza rappresenta un approccio utile per comprendere anche tradizione e stile di vita dell’Italia. All’interno della città si trovano due piazze principali, Piazza Mario Pagano e Piazza Matteotti, che sono da visitare perché consentono di osservare come nella cultura italiana questi ampi spazi siano diventati, nel corso dei secoli, il cuore pulsante della vita sociale cittadina. Derivata dall’antico foro romano, la piazza è la destinazione per chi vuole incontrare gli amici e fare due chiacchiere. In Piazza Mario Pagano, ad esempio, i giovani si ritrovano spesso nel pomeriggio e la sera.

L’altra piazza da inserire nelle mete imperdibili è Piazza Matteotti, dove un tempo sorgeva il seggio dell'Università e quindi l'aristocrazia locale usava riunirsi per le assemblee e i comizi. A far da corona a questo spazio cruciale sono il palazzo cittadino, il palazzo del Consiglio comunale e quello del Governo, che ospita la Prefettura e la Provincia. Edifici eleganti e ben costruiti, che sono già una testimonianza del gusto architettonico italiano.

Poco lontano da pazza Matteotti si trova anche l’Edicola di San Gerardo che vi suggeriamo di osservare e fotografare. Se vi sentite pronti per un tuffo nel passato, poi, fate tappa alMuseo Archeologico nazionale Dinu Adamesteanu, che vanta una collezione notevole di ceramiche, oggetti religiosi e gioielli di epoca greca e romana, oltre a vasi e suppellettili scoperti in vari siti della regione. Allestita nel Palazzo Loffredo (che risale al XVII secolo), l’esposizione si sviluppa su due piani, sulla base di un percorso cronologico e di uno territoriale.

Per continuare nell’indagine della storia di Potenza vi suggeriamo di tornare all’auto e spostarvi verso nord in direzione della Villa romana di contrada Malvaccaro. Scoperta solo nel 1973, risale alla seconda metà del IV secolo d.C. La sala che si trova al centro della villa vi stupirà per il mosaico che adorna il pavimento. Nel medaglione centrale potrete notare i frammenti del ritratto di una testa di donna: forse si trattava di una raffigurazione delle Tre Grazie, circondate da altri decori e disegni, che vanno esaminati senza fretta per essere apprezzati a pieno.

Sempre in automobile si può raggiungere l’ultima cosa da non perdere a Potenza. Si tratta del Ponte Musmeci, che prende il nome da uno degi architetti che lo ha progettato. Nel 1969 Musmeci e Dotti hanno pensato a un collegamento davvero innovativo, un’opera di ingegneria moderna ancora molto apprezzata per le sue linee innovative, che potete considerare come una specie di porta della città, dal momento che consente l’accesso a Potenza agli automobilisti che arrivano dall’autostrada e attraversano il fiume Basento diretti in centro. 

Potenza

A tavola per rivalutare le scoperte

Alla nostra lista di cose da non perdere a Potenza va aggiunta una voce in più, che in realtà rappresenta il filo rosso di tutta la vacanza: la gastronomia. Con il largo uso di spezie, erbe locali e peperoncino e la presenza di prodotti tipici dal sapore intenso, la cucina potentina è davvero da incorniciare.

Tra i prodotti irrinunciabili vanno inseriti, anche secondo il Gambero Rosso, un paio di formaggi. Anzitutto il Canestrato di Moliterno, un formaggio preparato con latte intero di capra e pecora oltre a piccole percentuali di latte di vacca, pressando la cagliata in piccoli canestri di giunco. Può essere primitivo, quando la stagionatura arriva a 6 mesi, stagionato se riposa fino a un anno, extra stagionato se si va oltra, ma ha un gusto davvero unico, da assaporare con miele e marmellate o sui primi piatti. L’altro formaggio “raro” che dovete gustare è il Pecorino di Filiano, prodotto in una trentina di comuni della zona intorno a Potenza usando latte di pecora e stagionato in grotte di tufo.

Una vera delizia da sperimentare sulla pasta della zona. Due i formati tipici e deliziosi: le Lagane, che sembrano tagliatelle, ma sono più larghe e corte e raccolgono il sugo alla perfezione e gli Strascinati, in parte lisci in parte rugosi, ma sempre saporitissimi.

Nell’elenco degli incanti del palato rientrano anche salumi come la Pezzente e la Lucanica di Picerno e di Cancellara, una salamella saporita e gustosa per cui esiste una disfida da tempo con Milano, che ne rivendica la paternità e la chiama luganega. Leccornie da scoprire nei ristoranti locali e con cui riempire il bagagliaio dell’auto: per gli spuntini del viaggio o per portarveli a casa a fine vacanza.

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Articolo di Roberto

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