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Le strade del riso

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by Hertz - 16 maggio 2017

Il nome scientifico è Oryza Sativa, parole che evocano una provenienza al di fuori del continente europeo. Parliamo del riso, un cereale originario delle regioni asiatiche introdotto in Europa dagli Arabi nel medioevo.

L’Italia non è famosa per la risocultura, eppure il nostro Paese con 1,5 milioni di tonnellate all’anno produce la metà del riso europeo. Certo ben poca cosa rispetto alla Cina che è leader mondiale con quasi 200 milioni di tonnellate oppure l’India con 150 milioni. Eppure le risaie occupano una buona parte della Pianura Padana. A bordo di un SUV Audi della Prestige Collection andiamo allora a conoscere le risaie lombarde, particolarmente adatte a portare avanti un processo di sperimentazione e ricerca sulla biodiversità vegetale. Ci addentriamo tra la Lomellina e il Pavese, la provincia risicola più grande d’Italia. Di fronte ai nostri occhi si apre La Strada del Riso, una mostra a cielo aperto tra natura, tradizione agricola e gastronomia, per conoscere aspetti tecnici, sociali e alimentari del mondo della risaia.

Per rendere il viaggio ancora più piacevole, scegliete il check-in online, una modalità che permette di risparmiare fino al 15 per cento. Scegliamo di partire dal Piemonte, dove si coltiva la metà del riso prodotto in Italia. Il regno del riso è Vercelli, e in misura minore Novara. In questi luoghi specchi d’acqua e paglie di riso caratterizzano il paesaggio e lo rendono singolare nella sua unicità. Ma le risaie piemontesi non sono solo coltivazioni agricole, svolgono anche un ruolo educativo: una visita a una risaia rappresenta un’opportunità per scoprire come si coltiva il riso ma anche come cucinarlo. Sono, poi, sempre di più dei poli turistici da non sottovalutare con le vecchie abbazie che costellano il territorio come quella di Santa Maria di Lucedio.

Una Strada del Riso, questa volta per la valorizzazione dei luoghi dove si produce il vialone nano veronese, il primo ad essere tutelato con il marchio europeo I.G.P., ci attende invece in Veneto, un’altra regione ad elevata vocazione nella produzione del riso. Il Veronese ma anche il Polesine e tutto il Delta del Po sono terre di eccellenza con coltivazioni le cui origini risalgono addirittura al XV secolo.

Che sia originario, semifino, fino o superfino il riso rimane l’oro “bianco” della Pianura Padana, una ricchezza da conservare e valorizzare.

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Articolo di Hertz

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