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Primo Maggio: Ecco Le Tradizioni Piu’ Bizzarre Da Nord A Sud

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by Hertz - 27 aprile 2017

Comunemente il primo Maggio rappresenta la Festa dei lavoratori ma secondo alcuni riti antichi, che sopravvivono tutt’oggi, anche l’arrivo definitivo della bella stagione, che si augura essere fertile e abbondante. Dalle Alpi agli Appennini, in alcuni paesi si festeggia l’inizio dell’estate con balli, canti e riti propiziatori legati agli alberi e alle piante.

Come accade a San Pellegrino Terme, a pochi chilometri da Bergamo, dove nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio viene issato nella piazza principale un altissimo tronco di pioppo, privato di corteccia e rami. La pianta è simbolo di abbondanza e unione, e viene “festeggiata” con fuochi pirotecnici. Scendendo verso il Centro Italia, vi aspettano altre curiose usanze; per arrivarci, provate un’esperienza di guida scattante e glamour con i modelli della Fun Collection di Hertz: Fiat 500 Abarth, Wolkswagen Beetle, Opel Adam Rock. In giro per la Toscana, nei bellissimi borghi come Barberino del Mugello, gruppi di uomini e donne vestiti con cappelli e fiori di carta suonano e cantano per le strade annunciando l’inizio di un nuovo mese che richiama l’antichissima tradizione contadina dei “maggiaioli”. A Volterra (Pi), invece, gli anziani dalle nove di mattina in poi mangiano un piatto di trippa in onore dei preziosi lavoratori delle cave di alabastro.

Se la giornata lo consente, aprite la capotte della vostra Cinquecento e lasciatevi baciare dal sole del sud e dal soffice vento. In provincia di Campobasso, a Fossalto, il Primo Maggio è celebrato con il rito della “Pagliara Maje Maje”. Un uomo che indossa la Pagliara, ovvero un cono di rami, erbe e fiori con una croce in cima, gira per il paese accolto da getti d’acqua che vengono lanciati da balconi e dalle porte mentre si chiede al mese di maggio di regalare abbondanza.

Se siete appena arrivati a Cagliari, infine, ritirate all’aeroporto la vostraSpider Fiat 124, godetevi la città e non mancate al Pellegrinaggio di Sant’Efisio: una festa di quattro giorni che risale al 1657, quando carri tradizionali e manifestanti con costumi d’epoca sfilarono in processione per le strade come voto per la fine di una pestilenza. Riti cerimoniali antichi

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