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RomaEuropa Festival, un viaggio tra i paesaggi dell’arte contemporanea

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by Hertz - 04 ottobre 2019

Si può viaggiare anche con la mente, oltre che con il corpo. E l’arte è forse lo strumento più adatto a questo scopo perché consente di scoprire culture lontane, visioni del mondo differenti e di immaginare paesaggi reali e a volte anche virtuali. Proprio i paesaggi, i “landscapes”, sono il tema della 34esima edizione del RomaEuropa Festival che si tiene a Roma dal 17 settembre al 24 novembre; queste sono le parole della nota ufficiale di presentazione del festival:

“La 34esima edizione viaggia tra riti ancestrali e cultura urbana, tra radici spezzate e migrazioni forzose, tra realismo globale e intelligenza artificiale, per sviluppare una affascinante lettura critica del nostro tempo”

Teatro, danza, musica, arte visiva e digitale, eventi per i più piccoli… l’iniziativa è molto ampia, copre differenti forme artistiche e si svolge in diverse location della città. Roma per l’occasione si trasformerà nel cuore pulsante delle attuali tendenze artistiche europee e mondiali, il suo centro ma anche le sue periferie diventeranno gli scenari di performance originali e potenti realizzate da alcuni degli artisti più noti e apprezzati nel mondo. Inoltre, incontri e dibattiti con i protagonisti dell’iniziativa accompagneranno il pubblico in questa scoperta. Nel dettaglio saranno 27 i paesi coinvolti e 126 gli eventi previsti, per un festival “diffuso” in cui la geografia fisica della Città Eterna diviene geografia ideale delle arti contemporanee.

Dopo l’apertura del festival a colpi dei selvaggi ritmi tribali di Furia della coreografa brasiliana Lia Rodrigues, tra gli eventi legati alla danza segnaliamo dal 13 al 15 novembre, all’Auditorium Parco della Musica, la proiezione di ASh, il documentario del regista visionario Aurelien Bory. La pellicola ti guiderà in un viaggio attraverso la tradizione e la religione indiana ma con interessanti contaminazioni contemporanee, e il motore di questo viaggio sarà la danza di Shantala Shivalingappa, diretta magistralmente dal regista.
Dancing days è invece la sezione curata da Francesca Manica e dedicata alle nuove tendenze della danza europea, tra viaggi introspettivi e attenzione al sociale. Le location preposte saranno il Teatro Vascello e il Mattatoio.

Anche la musica può portati lontano, oltre i confini nazionali e culturali. Diasporas è il ciclo di concerti che si terranno dal 10 al 12 ottobre nello splendido Auditorium Parco della Musica, realizzati da alcuni grandi artisti che sono giunti in Europa dopo essere stati costretti a lasciare i loro paesi d’origine. Tra questi segnaliamo la band retropop sudanese Alsarah and the Nubatones, che il 10 ottobre condividerà il palco con le stelle del soul J.P Bimeni & The Black Belts; i cantautori Blick Bassy e Mayra Andrade, rispettivamente del Camerun e di Capo Verde, l’11 ottobre; e Rayess Bek, Mehdi Haddab e Randa Mirzache allestiranno una grande performance a base di cinema e musica egiziana.

Il teatro è lo spazio di riflessione in cui mettere in scena i grandi dissidi interiori e sociali ma anche in cui far dialogare culture e visioni diverse. È questo il caso di Mario e Saleh del regista Saverio La Ruina proiettato al Mattatoio, in cui un italiano cristiano e un migrante musulmano dialogano in una delle tende allestite nei luoghi del sisma aquilano, condividendo una quotidianità complicata e dolorosa che porterà a scontri ma anche a profonde riappacificazioni. Un viaggio nella magia del nuovo circo è invece l’esperienza che ci regalerà James Thierrée, col suo Raouldal 2 al 6 ottobre al Teatro Argentina. Il palco diventerà il luogo in cui mescolare il linguaggio circense con quello teatrale, acrobazia e poesia, e schiudere paesaggi in cui coabitano uomini e creature fantastiche.

Chiudiamo questo nostro viaggio attraverso il RomaEuropa Festival parlando delle nuove frontiere dell’arte digitale e della sezione a lei dedicata: il Digitalive. Dal 4 al 6 ottobre potrai ammirare al Mattatoio sculture digitali, installazioni interattive, percorsi virtuali che ti trasporteranno in paesaggi a base di pixel e bit. Uno fra tutti il paesaggio sonoro e danzante che disegneranno il noto dj e produttore Nicolás Jaar al fianco della danzatrice messicana Stéphanie Janaina, sempre al Mattatoio il 5 ottobre. 180 minuti di pura improvvisazione in cui la creatività sarà libera di muoversi senza alcun muro o limite.

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Articolo di Hertz

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