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Un weekend a Valencia

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by Margherita Ragg - 25 gennaio 2019

Incredibile pensare che la terza città della Spagna per numero di abitanti dopo Madrid e Barcellona (per l’esattezza parliamo di 800000 persona) sia ancora esclusa dalle località di maggiore interesse turistico della Penisola Iberica.

In realtà, pochi sono quelli che, una volta visitata Valencia, riescono a fare a meno d’innamorarsene perdutamente, vista l’enorme concentrazione di attrazioni di ogni tipo che caratterizzano le sue vie. Tra queste, un centro storico pieno di musei e edifici che ne ripercorrono una movimentata storia fatta di conquiste romane e arabe, ristorantini che ripropongono alcune delle straordinarie pietanze che rendono nota dal punto di vista gastronomico la Comunitat Valenciana in tutta Europa (come la paella e le patatas bravas)ma, anche e soprattutto, un mare di cui si può approfittare otto mesi l’anno grazie a un clima che difficilmente scende sotto i venti gradi.

Se non foste ancora convinti, lasciatevi ispirare da questa breve guida che abbiamo creato appositamente per voi, nella quale vi proponiamo quelle che, a nostro giudizio, sono le 5 migliori cose da fare o luoghi da visitare con una macchina a noleggio una volta atterrati a Valencia:

Città delle Arti e delle Scienze

Molto più che un complesso e poco meno che una città viste le dimensioni, quest’opera ha festeggiato il suo ventesimo anno di età nel 2018. Occupando una superficie di due km quadrati sulle sponde del fiume Turia, questo polo scientifico e culturale è sorto grazie al genio dell’architetto locale Santiago Calatrava, oggi giorno rinomato a livello internazionale. Tante sono le strutture che ne fanno parte, che visitarlo tutto nel dettaglio potrebbe occupare una giornata intera del vostro tempo. Tra queste l’Oceanografico, l’acquario più grande d’Europa con le sue sette zone marine diverse che ospitano circa 45000 esemplari appartenenti a 500 specie marine. Qui, i più piccoli ameranno in modo particolare il Delfinario, con i suoi spettacoli giornalieri. L’Emisferico, poi, è un cinema digitale in 3D nel quale, su uno schermo concavo di 900 metri, vengono proiettati documentari educativi della durata di 45 minuti: un’ottima alternativa al più tradizionale cinema. Immancabile è inoltre il Museo delle Scienze Principe Felipe, uno spazio interattivo tutto dedicato alle scienze e al mondo della tecnologia, considerato un vero e proprio paradiso della creatività dai bambini di tutte le età. Se, invece, voleste un po’ di divertimento notturno con gli amici nei giorni più caldi dell’anno, l’Umbracle e la sua discoteca all’aperto Mya sono ciò che fa al caso vostro. 



Valencia

Mercato Centrale

Molto più che un semplice luogo di ritrovo per i valenzani, il Marcato Centrale è riconosciuto come un’importante attrazione culturale e turistica dai visitatori di tutta Europa. Aperto dal 1996, si distingue per il carattere innovatore e commerciale dei suoi quasi 300 venditori, che servono una media di 1500 clienti al giorno. Inoltre, il Mercato è anche stato riconosciuto come il più grande centro del Vecchio Continente dedicato alle specialità di prodotti freschi, nonché il primo al mondo a aver offerto vendite online a domicilio.La sua imponente struttura, ubicata in Plaza Ciudad de Brujas letteralmente a due passi dal centro storico, è aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle 7 alle 15. Ciò che lo rende unico è in realtà proprio quest’ultima, ideata in stile modernista da Alejandro Soler March e Francisco Guardia Vidal (formatisi alla Scuola di Architettura di Barcellona) e inaugurata nel 1928 dopo un periodo di costruzione durato 14 anni. Simbolo di una Valencia che si inoltra a passi da gigante nel secolo XX nel nome dell’innovazione tecnologica e mercantile, l’edificio si presenta con cupole in ferro, cristallo e ceramica che raggiungono i trenta metri d’altezza e due padiglioni che, fiancheggiando l’acceso principale, vedono le loro pareti ricoperte da piastrelle a vista con ornamenti in pietra e ceramica decorata. All’interno, poi, una distribuzione di tipo razionalista (con i banchi ubicati lungo una serie di vie rettilineee che si intersecano con due viali più larghi) facilita gli spostamenti, rendendo l’acquisto dei prodotti ancora più piacevole. Non dimentichiamo, infine, che la sua struttura s’integra alla perfezione con la Lonja de la Seda e l’Iglesia de los Santos Juanes che si trovano a pochi metri di distanza.

Mercato della Seta

Usciamo ora dal Mercato Centrale per trovarci, attraversando la strada, di fronte a un altro bellissimo mercato, situato per la precisione in Calle Lonja 2.L’edificio,la cui costruzione iniziò nel 1483 e terminò nel 1548, deriva il nome dall’italiano “loggia”, ossia “portico”, il luogo sin dall’antichità adibito alle attività commerciali dei comercanti locali. Dichiarato monumento storico artistico nazionale nel 1931, entrato a far parte dei beni Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1996 e riconosciuto come il miglior esempio del Gotico civile europeo: alcune parole per descrivere lo splendore del Mercato della Seta valenzano. A partire dal secolo XV, proprio qui si riunivano su una superficie di 2000 metri quadrati i commercianti più importanti della Penisola iberica. Avrete la possibilità di visitare questa fortezza dall’apparenza medievale per soli due euro, dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00 e di domenica e lunedì in orario ridotto dalle 10 alle 14. Non perdetevi la sua torre (luogo di reclusione di ladri di seta e mercanti), la sala del Consolato del Mare (antica istituzione simile all’attuale tribunale mercantile), il Patio de los Naranjos (il giardino interno) e il Salone delle Colonne (dove erano stipulati i contratti).

Paella

Offendereste senza dubbio uno spagnolo se vi riferiste a uno dei loro piatti nazionali definendolo semplicemente “riso”; allo stesso modo, lascereste a bocca aperta un valenzano se confondeste la sua paella con una di mare. I locali sono infatti persone tanto ospitali e accoglienti quanto fiere delle tradizioni della loro Comunità Autonoma d’appartenenza, anche in campo gastronomico, e non hanno tutti i torti. La paella alla valenzana è infatti un piatto unico e, se cucinato secondo la ricetta tradizionale (con coniglio e pollo), è inimitabile, soprattutto se assaporato, per esempio, in uno dei tanti ristoranti ubicati sul litorale. Tra questi, e tra i locali in assoluto più rinomati della città, è immancabile La Pepica, ristorante storico ubicato al numero 6 del Paseo Neptuno. Oltre alla qualità degli ingredienti e la professionalità del personale, tenete in considerazione che tra i suoi clienti più celebri sono da annoverare personaggi del calibro di Orson Welles, Ernest Hemingway e Ava Gardner. Come poi non menzionare La Marcelina che, situata sull’Avenida Neptuno 8, si rivela una delle “arrocerías” (riserie in italiano) più antiche della città, aperta nel 1888. Il luogo perfetto per chi volesse fare un salto indietro nel tempo e, soprattutto, assaggiare tutti i tipi di paella esistenti. Se, invece, foste alla ricerca di un’esperienza differente, non dovrete fare altro che recarvi in Carrer dels Juristes 12, usufruendo del servizio di noleggio auto messovi a disposizione nelle nostre agenzie locali. Alla Escuela de Arroces y Paellas, infatti, imparerete a cucinare questo straordinario piatto in ottima compagnia e senza saltare nessuna fase del processo (dall’acquisto dei migliori ingredienti al Mercato Centrale fino alla consegna del diploma di cuoco provetto).



Valencia

Miguelete

Uno dei simboli di Valencia è la Torre del Micalet, il campanile della Cattedrale che deve il suo nome a San Michele Arcangelo, protettore della città dal male e dalle tormente. Iniziato nel 1381 e terminato nel 1429, è costruito in stile gotico e, con una base a forma di prisma ottagonale, raggiunge i 51 metri d’altezza. Il Miguelete è aperto tutto l’anno e a prezzi davvero popolari: 2 euro per salire la sua scala a chiocciola composta da 207 scalini. Alla fine? Un’incredibile vista a 360 gradi sulla città che, con il cielo dalle tinte rosseggianti al tramonto, si è resa responsabile dell’innamoramento di centinaia di coppie alle prime armi. Dalle 10 alle 19:30 da aprile a ottobre e in orario ridotto nel periodo invernale, il Micalet merita anche una visita per via delle numerose curiosità che nasconde dietro le sue mura. Pensate infatti alla storia di Mariano Folch, l’ultimo addetto al mantenimento delle campane, che lavorò e visse nella “Casa del Campaner” per sessant’anni fino al 1905, data di morte. Oppure, all’aggiunta di una campana proveniente al Campanile di Santa Caterina alle undici presenti, nel 1940. Sapevate poi che la sua campana centrale, fusa nel lontano 1532, pesa ben dieci tonnellate? Ovviamente, non potete lasciare la zona senza aver prima visitato la Cattedrale annessa, in parte costruita in seguito alla “liberazione” di Valencia da parte di Jaime I nel 1238. Al suo interno, infatti, sono custodite due opere di Goya nella Sala V, nonché il Santo Cáliz nella Cappella del Santo Graal, secondo la leggenda utilizzato da Gesù durante l’Ultima Cena.

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Articolo di Margherita Ragg

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